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Festa giamaicana a Montecarlo


Il re e la regina 2013 dell’atletica mondiale hanno il proprio trono ai Caraibi, sfrecciano veloci sul rettilineo e sfidano a ritmo di reggae il manto blu sotto i propri piedi.

I giamaicani Usain Bolt e Shelly-Ann Fraser-Pryce sono stati incoronati atleti dell’anno a Montecarlo, durante il gran galà della Iaaf allo Sporting Club del Principato, la tradizionale kermesse di fine anno che ancora una volta ha visto Mondo come principale sponsor. Il sodalizio tra l’impresa italiana leader nella produzione di pavimentazioni sportive e la Federazione mondiale dell’atletica prosegue da ormai 21 anni e nel 2013 si è arricchito di nuovi successi, grazie agli ottimi tempi registrati sulla Mondotrack dello stadio Luzhniki di Mosca, teatro dei campionati mondiali. I due atleti premiati hanno fatto incetta di successi in terra russa, conquistando tre ori a testa: 100, 200 e 4x100. Bolt e la Fraser-Pryce hanno domato la pista azzurra moscovita, schizzando più veloci di tutti nelle gare individuali e portando vittoriosamente al traguardo il testimone della staffetta. Per Bolt si tratta del quinto riconoscimento di atleta dell’anno nelle ultime sei stagioni: da quando è esploso nel 2008, soltanto il keniano David Rudisha è riuscito a scalzarlo dal trono nel 2010. Per la Fraser-Pryce è invece il primo trofeo. “Il mio obiettivo – ha osservato Usain prima della premiazione – è dare il massimo, spingendo sempre più forte gara dopo gara. Il prossimo anno se la salute mi assiste vorrei migliorare il mio record del mondo sui 200 metri (19”19, realizzato ai mondiali di Berlino 2009). Ormai andrò avanti di stagione in stagione. Vorrei gareggiare ai Mondiali di Pechino 2015, alle Olimpiadi di Rio 2016 e poi magari anche ai Mondiali di Londra 2017”. Entusiasta anche la Fraser: “Quest’anno ho lavorato tanto e i risultati sono giunti. In futuro cercherò di allenarmi più duramente”. Nella classifica finale Bolt ha battuto l’altista ucraino Bohdan Bondarenko e il britannico Mo Farah, mentre la Fraser-Pryce ha preceduto la pesista neozelandese Valerie Adams e l’ostacolista della Repubblica Ceca Zuzana Hejnova. Durante il galà sono stati premiati anche Alberto Salazar come miglior allenatore, la diciassettenne yankee Mary Cain come stella nascente, la canadese Christa Bortignon e lo statunitense Charles Allie come migliori “master”. Riconoscimento alla carriera per il lunghista americano Dwight Phillips e per l’astista russa Yelena Isinbayeva.
Infine sono state inserite nella Hall of Fame della Iaaf alcune vecchie glorie del passato, recente e remoto. Tra questi anche Harrison Dillard, olimpionico sui 100 metri a Londra 1948 e sui 110 ostacoli a Helsinki 1952: “Chi è il più forte di tutti i tempi? Non è facile rispondere. Ovviamente Bolt è l’atleta più forte di oggi, ma i tempi e le condizioni cambiano. Io non ho mai corso sul sintetico. Chi può dire cosa sarebbero stati capace di fare gli atleti di 75 o 100 anni fa sulle attuali piste, che sono sempre più veloci”, ha detto in conferenza stampa il novantenne statunitense. Parole che testimoniano come la pista sia fondamentale per ottenere grandi prestazioni. Cambiano i metodi di allenamento, si dedica più attenzione all’alimentazione, ma senza avere un manto esplosivo sotto i piedi difficilmente si possono battere i record. Mondotrack è quindi uno degli ingredienti principali della grande prestazione cronometrica. Di anno in anno mutano i colori, dal rosso al blu passando per l’azzurro, ma le piste targate Mondo diventano sempre più confortevoli e garantiscono ottimi risultati. Calato il sipario sul 2013 agonistico, le attenzioni si spostano già sul 2014. A marzo la cittadina polacca di Sopot ospiterà i Campionati mondiali al coperto. In riva al Baltico gli atleti calcheranno una Mondotrack nuova di zecca, pronta a dare il “la” a tante entusiasmanti finali. Sarà ancora il reggae la danza più ballata? Lo scopriremo sul finire dell’inverno.