IN BREVELe Olimpiadi di Seul 1988

Olimpiadi
Nazioni partecipanti: 159
Atleti partecipanti: 8.453
Sport praticati: 28
Giorno di apertura: 17 settembre 1988
Giorno di chiusura: 2 ottobre 1988

Stadio Olimpico
Inaugurazione: settembre 1984
Costo: 1,025 bilioni di won
Capacità: 69.950 (100.000 per i Giochi)
Progetto: Kim Swoo Geun

SOUTH KOREA

Le Olimpiadi di Seul 1988

I Giochi Olimpici oltre a essere una vetrina internazionale per gli atleti lo sono anche per il paese organizzatore che ha la possibilità di mostrare il meglio di sé. Le Olimpiadi di Seul sono state una vetrina anche per Mondo, che ha potuto mostrare la qualità dei propri prodotti e farsi conoscere sul mercato asiatico.

Un altro boicottaggio?

Quando, nel settembre del 1981, l’organizzazione delle Olimpiadi del 1988 fu assegnata alla Corea del Sud, molti criticarono la scelta perché temevano di dover assistere a un’altra edizione boicottata dei Giochi, dopo quanto era avvenuto a Montreal nel 1976, a Mosca nel 1980 e a Los Angeles nel 1984. La nazione asiatica, infatti, aveva rapporti complicati con molti Paesi, soprattutto quelli del blocco sovietico “alleati” della Corea del Nord. Malgrado il fallimento del tentativo dell’allora presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Juan Antonio Samaranch, di avvicinare le due Coree approfittando dello spirito olimpico, il temuto boicottaggio non avvenne. Le Olimpiadi di Seul registrarono così il record di nazioni partecipanti (160) e videro il ritorno della sfida tra le grandi potenze dello sport di quel tempo (USA, URSS e Germania Est), che non a caso dominarono il medagliere. Le uniche nazioni che non parteciparono ai Giochi furono Corea del Nord, Cuba, Etiopia, Albania, Nicaragua e Seychelles.

Seul come Tokyo

L’organizzazione delle Olimpiadi del 1988 fu per il paese organizzatore, la Corea del Sud, un evento storico che permise di mostrare al mondo i grandi risultati e i progressi ottenuti non solo a livello economico. Seul, seconda città asiatica a ospitare le Olimpiadi, riuscì a ripetere ciò che aveva fatto Tokyo nel 1964. Così come era successo per il Giappone, anche la Corea del Sud, infatti, approfittò di questo evento straordinario per ottenere lo status di potenza mondiale, mostrando il volto di una nazione in grande crescita, oltre che dal punto di vista economico anche da quello politico, con il passaggio a una piena democrazia avvenuto proprio negli anni a cavallo dell’appuntamento olimpico. I Giochi furono un successo per la diplomazia coreana che riuscì a creare ottimi rapporti anche con i Paesi del blocco sovietico e la Cina.

Armonia e Progresso

Per i Giochi del 1988, il Comitato Organizzatore formulò il motto “Armonia e Progresso” con l’intento di rappresentare al meglio lo spirito olimpico, la tradizione pacifista del popolo coreano e la ricerca dell’armonia e del progresso del genere umano, anche attraverso eventi come le Olimpiadi. Gli organizzatori individuarono nel tentativo di costruire un mondo pacifico uno degli obiettivi primari comuni sia al movimento olimpico che alla popolazione coreana nel corso della sua millenaria storia. Per la Corea del Sud le Olimpiadi dovevano rappresentare una festa gioiosa in cui culture differenti potevano unirsi grazie anche all’ospitalità del popolo coreano. Per realizzare l’auspicio del motto olimpico, il Comitato Organizzatore si pose una serie di obiettivi: raggiungere la più ampia partecipazione ai Giochi, offrire un servizio ottimale, realizzare le Olimpiadi senza gravare sull’economia del Paese. Grazie alla grande partecipazione, dopo le tre precedenti edizioni segnate dai boicottaggi, si può affermare che le Olimpiadi di Seul raggiunsero il loro scopo, divenendo un luogo pacifico di scambio culturale tra Oriente e Occidente.

Mondo e il mercato asiatico

Seul 1988 fu per Mondo la quarta Olimpiade in qualità di fornitore. L’azienda di Gallo d’Alba fornì, tra l’altro, la pista per il villaggio olimpico, una pista di allenamento e la pavimentazione per le piattaforme dei trampolini per i tuffi. “L’installazione del materiale per le diving tower fu spettacolare - ricorda Andrea Vallauri, responsabile della Divisione Export di Mondo -. Il nostro responsabile, che tra l’altro soffriva di vertigini, dovette salire in cima alla piattaforma e operare a molti metri di altezza per posare la pavimentazione quando la piscina non era ancora stata riempita d’acqua”. Sia per le piste di atletica che per la pavimentazione di trampolini e piattaforme fu utilizzata la soluzione Sportflex Super X, ideale in entrambe le situazioni grazie alle sue caratteristiche, in particolare l’alta resistenza e la capacità di assicurare un ottimo grip anche se bagnata. Le Olimpiadi di Seul furono un’importante vetrina sul mercato asiatico per i prodotti Mondo. “Per l’azienda si trattò del primo grande progetto con visibilità importante nel mercato asiatico e ci permise di farci conoscere meglio e acquisire credibilità su quei nuovi mercati. Seul ha certamente rappresentato un passo importante per lo sviluppo dei mercati asiatici”, conclude Vallauri.

Stadio Olimpico

Il centro dei Giochi di Seul fu lo Stadio Olimpico, progettato da Kim Swoo Geun dello Space Group of Korea. I lavori di costruzione dello stadio iniziarono nel 1977 con l’obiettivo di avere la struttura pronta a ospitare prima gli Asian Games del 1986 e poi le Olimpiadi del 1988. Inaugurato nel settembre del 1984, lo Stadio Olimpico, composto da due livelli completamente al coperto, ricorda nelle linee del suo profilo le stesse curve eleganti che distinguono i vasi di porcellana della dinastia coreana Joseon. Durante i Giochi, lo stadio ospitò le cerimonie di apertura e chiusura, gli eventi di atletica, le finali del torneo di calcio e quelle di equitazione. È tutt’ora la struttura sportiva più grande del Paese, con una capienza di circa 70.000 persone (100.000 durante le Olimpiadi).